Skip to content

Il complotto siriano

January 5, 2013

Che motivi ha il popolo siriano a rivoltarsi contro il regime?
Per un sostenitore di Assad nessuno si tratta solo di un complotto organizzato dalle cancellerie occidentali, per chi osserva la realtà fin troppi.  Per introdurre posso consigliare il libro “Storia del Medio-Oriente” di Campanini che pur aggiornato solo al 2005 metteva già la Siria tra gli stati più a rischio dell’area in quanto altamente instabile, con un regime fondato su basi molto deboli.
La famiglia Assad è al potere dal colpo di stato del padre Hafez-Al Assad del 1970, l’ultimo di una serie di golpe militari che avevano destabilizzato il paese. Per oltre 40 anni gli Assad hanno gestito la Siria usando il pugno di ferro ponendo i propri fedelissimi legati al clan famigliare nei posti chiave dell’esercito e dei servizi di sicurezza e incapsulando il paese in uno stato di terrore permanente.
Nonostante l’apparente tolleranza manifestata nei confronti delle minoranze religiose, il baath ormai dominato dalla famiglia Assad, è rimasto l’unico partito legale e lo strumento di solidificazione di un sistema in cui: la successione al potere è diventata ereditaria, la libertà di stampa è rimasta vietata come la libertà di associazione e di pensiero.
A questo si aggiunge l’operatività del regime consistente nella permanenza dello stato di emergenza (attivo in Siria prima degli assad dal 1963) con arresti arbitrari, torture degli oppositori politici, ed esecuzioni estragiudiziarie denunciate da Humar Right Watch e Amnesty International. Inoltre le violente repressioni delle insurrezioni tra le quali possiamo riassumere il massacro di Hama nel 1982 da parte di Hafez-Al Assad, e i massacri delle proteste a seguito dell’onda della primavera araba dal marzo del 2011 da parte di Bashar-Al Assad hanno contribuito alla divisione settaria del paese, come premessa per una sanguinosa guerra civile.
L’assenza quasi totale del rispetto dei diritti umani, non è nemmeno alleviata dalla situazione economica. Il regime siriano è passato da una linea prevalentemente socialista a una liberalizzazione e apertura dei mercati e privatizzazione  di imprese e settori precedentemente sotto il controllo dello stato (spesso a favore del clan di famiglia più che della popolazione). La crescita economica alterna e i complessivi miglioramenti sono stati insufficienti a garantire alla siria il raggiungimento di uno stadio di sviluppo accettabile.
Il pil procapite di 5000 circa dollari all’anno misurati in parità di potere d’acquisto non solo è un dato lontanissimo da tutti i paesi della penisola araba yemen escluso, ma è inferiore anche al Libano e alla Giordania paesi confinanti che come la siria non dispongono di particolari riserve di gas o di petrolio su cui fondare la propria crescita economica.
Ma analoghi risultati possono essere trovati sui dati sociali come, l’analfabetismo, il tasso di povertà, l’accesso all’acqua potabile o ai servizi sanitari in cui vanno si rilevati miglioramenti dagli anni’90, ma sempre di livello inferiore ai paesi vicini. Pertanto sono tutte falsità quelle riportate da qualche apologeta di regime che la Siria brilla nel mondo arabo per lo stato di salute economico-sociale.

Ricordando che la primavera araba riceve il propulsore dal rialzo dei prezzi alimentari che si tramuta in condizioni più onerose per le fasce povere, non può sorprendere che la siria venga investita da una richiesta di cambiamento e che le tarde e insufficienti riforme siano servite a poco nulla.

Link utile http://www.isdb.org/irj/go/km/docs/documents/IDBDevelopments/Internet/English/IDB/CM/Publications/Statistical_Monograph/Monograph2012.pdf

From → Uncategorized

Leave a Comment

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: